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21 maggio 2018

La Commissione Europea ha modificato i requisiti di purezza relativi all’etilenglicole e al dietilenglicole dell’additivo E 1209 copolimero a innesto di alcole polivinilico-polietilenglicole.

APPROFONDIMENTI
La Commissione Europea, con il Regolamento UE del 4 maggio 2018 n. 681, ha modificato nella normativa comunitaria che regolamenta le specifiche tecniche degli additivi alimentari, i requisiti di purezza dell’additivo E 1209 copolimero a innesto di alcole polivinilico-polietilenglicole.

Il Regolamento entra in vigore il 27 maggio 2018.

Disposizioni previste dal Regolamento UE n. 2018/681

In vista del fatto che:

  • la normativa che regolamenta gli additivi alimentari, prevede la possibilità di poter modificare le specifiche tecniche di detti prodotti, sulla base di apposita richiesta da parte del produttore;
  • l’additivo alimentare E 1209 copolimero a innesto di alcole polivinilico-polietilenglicole è stato autorizzato:

-) secondo le relative specifiche tecniche;
-) ad essere utilizzato negli integratori alimentari in forma solida, comprese capsule, compresse e simili, tranne le pastiglie da masticare, in quantità massima ammessa di 100 000 mg/kg;

  • è stata presentata domanda di modifica dei requisiti di purezza relativi all’etilenglicole e al dietilenglicole che l’additivo in questione deve possedere per essere commercializzato;
  • l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, a fronte della domanda pervenuta, ha effettuato una specifica valutazione concludendo che le modifiche proposte per l’additivo alimentare in questione non presentano problemi di sicurezza;

la Commissione europea, con il Regolamento in questione, nel modificare le disposizioni relative alle specifiche degli additivi alimentari ha:

  • cambiato i riferimenti dei requisiti di purezza relativi all’etilenglicole e al dietilenglicole con l’indicazione del clicoli etilenici (mono- e di-);
  • modificato la quantità massima consentita di “pari o inferiore a 50 mg/kg” relativi all’etilenglicole e al dietilenglicole con “non più di 400 mg/kg (singolarmente o in combinazione)” della sostanza clicoli etilenici (mono- e di-).

18 maggio 2018

La Commissione Europea ha:

  • confermato l’utilizzo di nove sostanze autorizzate provvisoriamente, a seguito del fatto che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha terminato la relativa valutazione e ha concluso che, tali sostanze aromatizzanti, non destano preoccupazioni in materia di sicurezza ai livelli di assunzione alimentare stimati;
  • ha disposto la correzione degli errori presenti per due sostanze.

APPROFONDIMENTI

La Commissione Europea, con Regolamento UE del 3 maggio 2018 n. 678, ha modificato la normativa comunitaria che regolamenta la produzione, la commercializzazione e l’utilizzo degli aromi e degli ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti destinati a essere utilizzati negli e sugli alimenti additivi alimentari:

  • confermando l’impiego di nove sostanze autorizzate provvisoriamente in precedenza;
  • correggendo gli errori relativi a due sostanze.

Il Regolamento entra in vigore il 24 maggio 2018.

Disposizioni previste dal Regolamento UE n. 2018/678

In vista del fatto che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha:

  • portato a termine la valutazione di nove sostanze attualmente figuranti nell’elenco quali sostanze aromatizzanti in corso di valutazione;
  • concluso che tali sostanze aromatizzanti non destano preoccupazioni in materia di sicurezza ai livelli di assunzione alimentare stimati,

la Commissione Europea ha modificato la normativa comunitaria che regolamenta la produzione, la commercializzazione e l’utilizzo degli aromi e degli ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti togliendo l’indicazione che le sostanza di seguito riportate sono state autorizzate provvisoriamente.

Le sostanze che hanno ottenuto la conferma sono:

  • acetato di 2,6-dimetil- 2,5,7-ottatrien-1-olo (numero d’identificazione 09.931);
  • 3-(5-metil-2-furil)butanalee (numero d’identificazione 13.058);
  • 5-metil-2-tiofencarbaldeide (numero d’identificazione 15.004);
  • 4,6-dimetil-2-(1-metiletil) diidro-1,3,5-ditiazina (numero d’identificazione 15.057);
  • 2-isobutildiidro-4,6-dimetil-1,3,5-ditiazina (numero d’identificazione 15.079);
  • 2,4,6-trimetildiidro- 1,3,5(4H)-ditiazina (numero d’identificazione 15.109);
  • 5,6-diidro-2,4,6-tris(2- metilpropil)4H-1,3,5-ditiazina (numero d’identificazione 15.113);
  • 3-(3,4-dimetossifenil)-N- [2-(3,4-dimetossifenil)- etil]-acrilamide (numero d’identificazione 16.090);
  • glicina, N-[[(1R,2S,5R)-5- metil-2-(1-metiletil)cicloesil]carbonil]-, etil estere (numero d’identificazione 16.111).

Infine il Regolamento in questione ha corretto, nella normativa comunitaria che regolamenta la produzione, la commercializzazione e l’utilizzo degli aromi e degli ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti :

  • il nome della sostanza avente numero d’identificazione 12.054, da 2-(etiltio)fenolo a 2-etiltiofenolo;
  • in numero di identificazione CAS della sostanza 17.038 - gamma-glutamil-valil-glicina, da 338837-70-6 a 38837-70-6.

14 maggio 2018

Chimab in Pink: un grazie alle nostre colleghe che ieri, 13 maggio, hanno partecipato a "Pink Run", corsa non competitiva riservata alle donne lungo le vie del centro storico di Padova. L’evento, patrocinato dal Comune di Padova, ha lo scopo di raccogliere fondi a favore di associazioni Onlus che operano nel mondo femminile e in quello dei bambini meno fortunati.


10 maggio 2018

La R&D Chimab è da sempre vicina ai trend di mercato e alle richieste del consumatori per prodotti sicuri e naturali.
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  • Sviluppo delle caratteristiche organolettiche tipiche dei prodotti desiderati, quali:

- Stabilizzazione del colore: conferimento e mantenimento del tipico ed uniforme colore: rosa nei prodotti cotti e rosso intenso.
- Consolidamento del profilo aromatico: la linea influisce positivamente sull’ aroma caratteristico dei prodotti (zero off flavours)

Il risultato: prodotti sicuri, naturali, con colore caratteristico, gusto armonico e senza numeri E.
 
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07 maggio 2018

La Commissione europea ha previsto le modalità con le quali l’operatore del settore alimentare che non è sicuro se l’alimento che intende immettere sul mercato dell’Unione rientri o meno nell’ambito di applicazione della normativa che regolamenta l’immissione sul mercato e l’uso di nuovi alimenti nell’Unione, deve consultare lo Stato membro in cui intende immettere sul mercato per la prima volta il nuovo alimento, al fine di avere indicazioni in merito.

APPROFONDIMENTI
La Commissione Europea, con Regolamento del 19 marzo 2018 n. 456, ha previsto le fasi procedurali del processo di consultazione per la determinazione lo status di nuovo alimento.

Il Regolamento è entrato in vigore il 9 aprile 2018.

Ricordiamo che per nuovo alimento, si intende qualunque alimento non utilizzato in misura significativa per il consumo umano nell’Unione prima del 15 maggio 1997, a prescindere dalla data di adesione all’Unione degli Stati membri, e che rientra in almeno una delle seguenti categorie:

  • alimenti con una struttura molecolare nuova o volutamente modificata che non era utilizzata come alimento o in un alimento nell’Unione prima del 15 maggio 1997;
  • alimenti costituiti, isolati o prodotti da microorganismi, funghi o alghe;
  • alimenti costituiti, isolati o prodotti da materiali di origine minerale;
  • alimenti costituiti, isolati o prodotti da piante o da parti delle stesse, ad eccezione degli alimenti che vantano una storia di uso sicuro come alimento nell’Unione e sono costituiti, isolati o prodotti da una pianta o una varietà della stessa specie ottenuta mediante:

-) pratiche tradizionali di riproduzione utilizzate per la produzione alimentare nell’Unione prima del 15 maggio 1997;

oppure

-) pratiche non tradizionali di riproduzione non utilizzate per la produzione alimentare nell’Unione prima del 15 maggio 1997 qualora tali pratiche non comportino cambiamenti significativi nella composizione o nella struttura dell’alimento tali da incidere sul suo valore nutritivo, sul metabolismo o sul tenore di sostanze indesiderabili;

  • alimenti costituiti, isolati od ottenuti a partire da animali o da parti dei medesimi, ad eccezione degli animali ottenuti mediante pratiche tradizionali di riproduzione utilizzate per la produzione alimentare nell’Unione prima del 15 maggio 1997 qualora tali alimenti ottenuti da detti animali vantino una storia di uso sicuro come alimento nell’Unione;
  • alimenti costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali, piante, microorganismi, funghi o alghe;
  • alimenti risultanti da un nuovo processo di produzione non usato per la produzione di alimenti nell’Unione prima del 15 maggio 1997, che comporti cambiamenti significativi nella composizione o nella struttura dell’alimento che incidono sul suo valore nutritivo, sul metabolismo o sul tenore di sostanze indesiderabili;
  • alimenti costituiti da nanomateriali ingegnerizzati;
  • vitamine, minerali e altre sostanze utilizzate:

-) risultanti da un processo di produzione non utilizzato per la produzione alimentare nell’Unione prima del 15 maggio 1997;
oppure
-) contenenti o costituiti da nanomateriali ingegnerizzati;

  • alimenti utilizzati esclusivamente in integratori alimentari nell’Unione prima del 15 maggio 1997, se destinati ad essere utilizzati in alimenti diversi dagli integratori alimentari.

26 aprile 2018

CHIMAB sarà presente a MEAT TECH, fiera specializzata in tecnologie e soluzioni innovative per l’industria della lavorazione, del confezionamento e della distribuzione delle carni, dal 29 Maggio al 1 Giugno 2018.

Visitate il nostro stand B35, Hall 2 per scoprire le nostre innovative soluzioni ingredientistiche.

Per ottenere il vostro pass di ingresso potete contattare: chimab@chimab.it


20 aprile 2018

In vista che le alghe marine e le alofite stanno assumendo un’importanza sempre maggiore nelle abitudini di consumo di taluni consumatori dell’UE e che queste contengono rilevanti concentrazioni di arsenico, di cadmio, di iodio, di piombo e di mercurio, la Commissione Europea ha dettato disposizioni in merito al monitoraggio che gli Stati membri devono effettuare, al fine di verificare se l’esposizione totale di dette sostanze renda necessario dover intervenire con appositi provvedimenti che ne prevedono i relativi limiti o di modificare la limitazione prevista per il mercurio.

APPROFONDIMENTI
La Commissione Europea, con Raccomandazione UE del 19 marzo 2018 n. 464, ha previsto le modalità per l’effettuazione, da parte degli Stati membri, del monitoraggio atto a rilevare la presenza di specifici metalli e dello iodio nelle alghe marine, nelle alofite e nei prodotti a base di alghe marine, al fine di verificare se l’esposizione totale di dette sostanze renda necessario definire tenori massimi per l’arsenico, il cadmio e il piombo presenti in questi prodotti o modificare il limite previsto per il mercurio o adottare provvedimenti che prevedono i limiti di esposizione allo iodio.

Disposizioni previste dalla Raccomandazione n. 2018/464

La Raccomandazione in questione dispone che, per il periodo 2018, 2019 e 2020, gli Stati membri devono:

  • eseguire un monitoraggio atto a rilevare la presenza di arsenico, di cadmio, di iodio, di piombo e di mercurio nelle alghe marine, nelle alofite e nei prodotti a base di alghe marine. Il monitoraggio dovrebbe includere le alofite commestibili tra cui Salicorna europaea e Tetragonia tetragonoides, nonché un’ampia varietà di specie di alghe marine, tra cui:

-) l’arame (Ecklonia bicyclis);
-) la quercia marina (Fucus vesiculosus);
-) la dulse (Palmaria palmata);
-) la hijiki (Hizikia fusiforme);
-) il carragheen (Chondrus crispus);
-) la laminaria (Laminaria digitata);
-) il kombu (Laminaria japonica, Saccharina japonica);
-) la nori (Porphyra e Pyropia spp.);
-) l’ascofillo nodoso (Ascophyllum nodosum);
-) la lattuga di mare (Ulva sp.);
-) gli spaghetti di mare (Himanthalia elongata);
-) il fucus serratus (Fucus serratus);
-) la palla verde (Codium sp.);
-) la saccharina (Saccharina latissima);
-) la wakame (Undaria pinnatifida);
-) l’alaria (Alaria esculenta);

al fine di consentire una stima accurata dell’esposizione;

  • raccogliere i dati di occorrenza anche per gli additivi alimentari a base di alghe marine, compresi E400, E401, E403, E404, E405, E406, E407, E407a ed E160a(iv);
  • garantire per il monitoraggio degli alimenti, l’applicazione delle procedure di campionamento previste dalla normativa comunitaria che disciplina il controllo dei tenori di oligoelementi e dei contaminanti da processo nei prodotti alimentari, al fine di assicurare che i campioni siano rappresentativi della partita sottoposta a campionamento;
  • garantire per il monitoraggio dei mangimi, l’applicazione delle procedure di campionamento previste dalla normativa comunitaria che disciplina i metodi di campionamento e d’analisi per i controlli ufficiali degli alimenti per gli animali;
  • effettuare le analisi conformemente alla normativa comunitaria che disciplina i controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali, utilizzando un metodo d’analisi che abbia dimostrato di produrre risultati affidabili;
  • effettuare l’analisi del mercurio mediante la determinazione del contenuto di mercurio totale e di metilmercurio e l’analisi dell’arsenico dovrebbe essere effettuata mediante la determinazione del tenore di arsenico inorganico e totale e, se possibile, di altre specie pertinenti di arsenico;
  • specificare:

-) le specie o i numeri degli additivi analizzati;
-) se sono stati analizzati prodotti freschi, essiccati o trasformati;
-) l’origine dei prodotti (selvatici o coltivati), la data e il luogo di raccolta e la quota di alghe marine che è stata analizzata, fornendo eventuali informazioni sull’etichetta dei prodotti finali;

  • comunicare periodicamente all’EFSA i dati relativi al monitoraggio, unitamente alle informazioni previste, ai fini del loro inserimento in una banca dati europea.

17 aprile 2018

Con gli articoli 19 e 23 del Decreto Legislativo 15 dicembre 2017 n. 231, sono state emanate disposizioni relative alla vendita dei prodotti alimentari non preimballati e sono state previste le relative sanzioni nel caso di mancato rispetto degli obblighi previsti.

Il Decreto in questione entra in vigore il 9 maggio 2018.

Disposizioni previste dal Decreto Legislativo n. 231/2017

Il Decreto in questione dal 9 maggio 2018 dispone per i prodotti:

  • alimentari offerti in vendita al consumatore finale o alle collettività senza preimballaggio;
  • imballati sui luoghi di vendita su richiesta del consumatore;
  • preimballati ai fini della vendita diretta;
  • non costituenti unità di vendita in quanto generalmente venduti previo frazionamento ancorché posti in confezione o involucro protettivo;

esclusi gli alimenti che sono forniti dalle collettività, l’obbligo di dover essere muniti di un apposito cartello applicato ai recipienti che li contengono o di altro sistema equivalente, anche digitale, facilmente accessibile e riconoscibile, presente nei comparti in cui sono esposti e contenenti le seguenti informazioni:

  • la denominazione dell’alimento;
  • l’elenco degli ingredienti, salvo per i casi in cui è prevista l’esenzione. Nell’elenco degli ingredienti devono figurare anche le sostanze o i prodotti che provocano allergie o intolleranze alimentari secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria;
  • le modalità di conservazione per i prodotti alimentari rapidamente deperibili, ove necessario;
  • la data di scadenza per le paste fresche e le paste fresche con ripieno;
  • il titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande con contenuto alcolico superiore a 1,2 per cento in volume;
  • la percentuale di glassatura, considerata tara, per i prodotti congelati glassati;
  • la designazione “decongelato”, fatti salvi i casi di deroga previsti.

Le indicazioni di cui al sopra devono essere riportate in lingua italiana ed essere chiaramente visibili e leggibili.

Tutte le informazioni nell'allegato.

 


16 aprile 2018

A fronte della richiesta effettuata da un operatore del settore alimentare di poter ridurre il tenore proteico delle proteine intatte del latte vaccino o caprino nelle formule di proseguimento, e a seguito del parere favorevole dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, la Commissione Europea ha previsto la riduzione del limite del tenore proteico delle proteine intatte di latte vaccino o caprino nella formula di proseguimento da “almeno 1,8 g di proteine/100 kcal (0,43 g/100 kJ)” a “almeno 1,6 g/100 kcal (0,38 g/100 kJ)”.

APPROFONDIMENTI
La Commissione Europea, con Regolamento UE del 29 gennaio 2018 n. 561, ha modificato nella normativa comunitaria che ha previsto specifiche disposizioni in materia:

  • di composizione e d’informazione per le formule per lattanti e le formule di proseguimento;
  • d’informazione sull’alimentazione del lattante e del bambino nella prima infanzia;

Il Regolamento entra in vigore il 2 maggio 2018.

Disposizioni previste dal Regolamento UE n. 2018/561

In vista del fatto che:

  • la normativa comunitaria che ha previsto specifiche disposizioni in materia di composizione e d’informazione per le formule per lattanti e le formule di proseguimento, ha previsto per le formule di proseguimento a base di proteine di latte vaccino o caprino un contenuto di almeno 1,8 g di proteine/100 kcal (0,43 g/100 kJ);
  • un operatore del settore alimentare ha presentato alla Commissione una richiesta di immissione sul mercato di una formula di proseguimento a base di proteine intatte di latte vaccino con un tenore proteico di almeno 1,61 g/100 kcal;
  • l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha concluso che l’uso di formule di proseguimento a base di proteine intatte di latte vaccino o caprino con un tenore proteico di 1,6 g/100 kcal (0,38 g/100 kJ) è sicuro ed è idoneo per i lattanti in buona salute che vivono in Europa e ricevono un’alimentazione complementare di qualità sufficiente;

la Commissione ha abbassato il limite del tenore proteico delle proteine intatte di latte vaccino o caprino nella formula di proseguimento da “almeno 1,8 g di proteine/100 kcal (0,43 g/100 kJ)” a “almeno 1,6 g/100 kcal (0,38 g/100 kJ)”.


12 aprile 2018

CARNIMUL CP è l’innovativa soluzione di CHIMAB a base di amidi e fibre, che permette di ottenere un prodotto a struttura fine, senza grumi ed omogenea, ottimo da spalmare e perfetto anche come ripieno.
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